Scappare per cambiare o cambiare per volare?

Scappo dalle cose, dalle persone, dai luoghi. Lascio tutto, corro via, vorrei liberarmi dell’insostenibile.

Il mio passato è alle spalle, anche se, dopo poco, devo scappare nuovamente: mi sento ancora in trappola. E scappo tutta la vita. Perché?

La libertà è tale quando mi avvolge a tutti i livelli: fisico, mentale, emozionale, spirituale. Posso scappare con il corpo, rimanendo legata a una situazione o a un luogo con tutto il resto. Porto con me i conflitti irrisolti, le emozioni trattenute, i cicli ancora aperti.

Forse, a volte, è importante restare.
Avere il coraggio di guardare in faccia quello che c’è e dargli un nome.
Forse, a volte, è necessario stare per un po’ nel buio, curare le ferite.

Rimango con quello che c’è e, pazientemente, risano le mie profondità. Sposto i fronzoli, ascolto quella parte che fa più male, per poi lasciarla guarire.

È in quel momento che posso andare via, è quando non voglio più scappare che arriva il momento di volare.
Questo mi fa crescere ed evolvere, mi fa essere il meglio di me stessa.

La vita è fatta di esperienze, e sono io che decido quali insegnamenti e doni ricavare da ognuna di esse. Sono io che scelgo cosa portare con me per il resto del mio cammino.

Come sarebbe la mia vita se fossi consapevole di questo mio potere? Quale potere?
Il potere di scegliere.

Quando divento consapevole di avere questo potere non posso più scappare, anzi, non voglio più scappare: non mi comporto più da vittima.

Mi prendo cura del mio presente e divento l’artefice del mio futuro.

Buon cammino a me.

Buon cammino a tutte.

Maria

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